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Il periodico
Dopo una laboriosa (e avventurosa) preparazione, a ottobre 2009 esce il numero zero di www.possibilia.eu periodico online per curiosi. Una realizzazione che riflette l'orizzonte libero e senza preconcetti della nostra linea editoriale.
Da subito, un gruppo di autori aderisce al progetto, alcuni dei quali formano il nucleo redazionale più stabile.
Possibilia si non si propone di fare informazione in senso stretto: tante altre testate più veloci e attrezzate ricoprono già questo ruolo. La nostra rivista desidera offrire ai suoi lettori contenuti insoliti, dando diritto di cittadinanza a temi o chiavi di lettura spesso trascurati o snobbati. Un periodico generalista a 360 gradi? Solo in parte. Possibilia non funziona per compartimenti tematici, ma per modalità di approccio alla materia. Accoglie così una sezione per Dilettarsi, una per Pensare e una per Sorridere. Si aggiungono una sezione di News - la sezione “d'attualità” della testata - e una sezione destinata ai Pubbliredazionali, con lo scrupolo di mantenere eticamente distinti contenuti commerciali e redazionali, valorizzando così entrambi.
Con la nuova versione della rivista, inaugurata nel 2012, abbiamo deciso di aggiungere una sezione (le Rubrilie) dedicata alle nostre passioni: il vino, il rugby e il viaggio.

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I libri
Nel 2010, gli esiti incoraggianti della rivista e il desiderio di ampliare il progetto editoriale dànno vita alla parte cartacea della nostra attività.
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foto di Sara Cargnello
Alimentazione: la scelta radicale di Sara Cargnello

Quella cucina senza cucina
Se la ricetta è nuda e cruda, non serve il fornello.

di Elisa Bortolini

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In un angolo il frigorifero, nell’altro il lavello. Un tavolo, un piano d’appoggio e un piano cottura. A ognuno la scelta di colori, materiali e dettagli, ma i sopraccitati rimangono i punti fermi per arredare una cucina. Non per tutti, però.
C’è chi fa scelte definite addirittura estreme, ma solo perché si discostano da quelle della stragrande maggioranza della gente. Come avere una cucina senza macchina del gas.
Senza i fornelli, insomma. E neppure il forno. Via tutto. Solo ripiani, per elettrodomestici di uso non comune.
Può capitare. Anzi, è capitato. A Mestre, in casa di Sara Cargnello. Trentasei anni, laureata in Scienze dell’alimentazione, il suo interesse per l’alimentazione naturale l’ha portata da poco a lavorare in un negozio di prodotti naturali. Ma soprattutto, da sei anni Sara segue una dieta crudista. Ovvero, in frigo e in dispensa ha solo verdure, frutta fresca e secca da gustare assolutamente crude. Non si pensi a una dieta dimagrante, o alla voglia di seguire una moda originale. Per Sara il crudismo è un vero e proprio stile di vita, cominciato, come lei stessa racconta, diventando prima vegetariana e vegana, per rispetto della vita di ogni animale, e sfociata nel crudismo quale dieta alimentare più corretta per l’animale uomo, la cui struttura fisica (denti, unghie, intestino) è paragonabile a quella di animali fruttariani come i “cugini” gorilla.
Così i crudisti eleggono a loro prima fonte di nutrimento la frutta fresca, possibilmente di stagione, seguendo il ritmo della natura, insieme a insalate miste di verdura cruda. Anche in inverno: basta un po’ di abitudine e, se proprio il freddo persiste, qualche spezia - dal peperoncino allo zenzero - riscalda lo stomaco. Frutta secca ed essiccata insieme a semi (dalla zucca al girasole) completano una dispensa insolita. E che a molti apparirà alquanto vuota. Com’è possibile rinunciare a un piatto di spaghetti? Basta cambiare piano piano mentalità, spiega Sara sul suo blog e sul suo sito www.crudismo.com, l’indirizzo internet italiano più completo sullo stile di vita fruttariano. Un punto di riferimento per i crudisti del Belpaese. Dire quanti siano non è semplice, un dato ufficiale non sembra esserci. Qualcuno ha fatto una stima partendo dai vegetariani, che sono circa il 10% della popolazione, ovvero attorno a 6 milioni di persone; un 5% di loro, ovvero 3mila persone, potrebbero essere crudisti. Ma a guardarsi intorno, sembrerebbe una stima generosa.

La giovane veneta conosce decine di ricette, dall’antipasto al dolce, tutte realizzate senza accendere neppure la piastra elettrica. Quindi che cosa se ne faceva di un piano cottura? Niente, appunto. «Più che altro, occupava spazio - racconta Sara - tanto più che era già qualche anno che il forno non funzionava. I fornelli, invece, fungeva da ripiano, solo che era scomodo». Tanto valeva eliminarli e sostituirli.
Se sembra una scelta eccessiva, bisogna mettersi nei panni di Sara. Chi si terrebbe in casa un lavatoio in pietra di un metro di larghezza, quando ciò che gli serve è una lavatrice? O una fioriera in marmo se ha bisogno di una scarpiera? Questo è quello che ha pensato Sara, quando si è trovata a fare i conti con lo spazio che mancava e un ingombrante macchinario del tutto - dal suo punto di vista - inutile.
Tolta la macchina del gas, sono comparsi ripiani ampi e colorati che ospitano gli attrezzi veramente utili per una cucina crudista: germogliatore, essiccatore, pressaverdura e centrifuga, da non confondere con l’estrattore di succhi.
Insomma, in questa cucina non c’è ciò che c’è nelle altre, ma c’è tutto il resto. «È naturale che chi viene a trovarmi noti subito la particolarità della cucina. Ma è anche vero che chi viene a casa mia già conosce il mio stile di vita, e nessuno ha mai cercato di farmi cambiare idea». Un po’, si sono rassegnati. Perché certamente sono stati molti a stupirsi del contenuto del suo frigorifero e a chiederle più volte «ma che cosa mangi?». Per non parlare della difficoltà di un invito a cena. «All’inizio forse ­ spiega Sara ­ poi tutto diventa più semplice. Evito gli inviti che mi renderebbero le cose troppo difficili, mentre con gli amici veri non mi faccio problemi. Se si va in pizzeria, tutti sanno che per me basta un’insalata mista, e in fondo non è un’ordinazione così stravagante. Qualche volta ne ho anche approfittato, magari per evitare un appuntamento galante non troppo desiderato con la scusa che mangio in modo strano».

Se ci si impegna tanto in qualcosa, vorrà anche dire che se ne traggono buoni risultati. Dando uno sguardo ai blog americani, i fruttariani raccontano di aver acquistato forza e benessere, di dormire meglio e meno, di essere scattanti fin dal mattino. Non solo: mangiare crudo combatterebbe anche ansia e stress, aumentando il buon umore. Benefici che Sara conferma. «Altroché! soprattutto in termini di salute! A parte aver perso parecchi chili, ho guadagnato tantissimo in leggerezza ed energia. Mangiare crudo mi fa sentire bene come non mi era mai capitato prima: non tornerei mai indietro».
Insomma, ad ascoltarla, avere una cucina senza cucina è una cosa come un’altra. Anche se sembrerebbe un caso unico: Sara conosce quasi tutti i crudisti italiani, ma al momento nessuno che si sia fisicamente liberato del fuoco casalingo. In questi anni, però, Sara si è permessa uno strappo alla regola: una piastra elettrica, magari per scaldare una tazza d’acqua per una tisana. «E per gli ospiti: almeno posso offrire loro una tazza di caffè».
Inutile negarlo. Appena si scopre che cosa sia il crudismo, la prima domanda che sorge spontanea è «E allora che cosa mangio?». La prospettiva di sfamarsi di banane e lattuga è deprimente.
Per questo motivo, Sara Cargnello, insieme al giornalista Stefano Momentè fondatore del movimento “Veganitalia”, ha scritto un libro intero di ricette realizzate solo con cibi crudi (Solo crudo, Macro Edizioni). Accanto a frullati, succhi, insalate e macedonie, si trovano pietanze più articolate, come lasagne, polpette, pane e perfino pizze e torte. Alcune di queste preparazioni richiedono l’uso di elettrodomestici che non tutti possiedono, come un essiccatore (che comunque si trova in commercio nei negozi di elettrodomestici). Ma chi è incuriosito può cimentarsi nella preparazione di un pasto crudista armato solo di coltello e frullatore.

foto di Sara Cargnello

Ecco qualche idea per un menù.

Guacamole con crudité: schiacciare la polpa di 2 avocadi, aggiungere cipolla tritata, limone, aglio, sale e peperoncino; servire con verdure crude miste a listarelle.

Formaggio di girasole: polverizzare 150 grammi di semi di girasole con un macinacaffè. Mettere la farina nel frullatore con il succo di 1 limone, 1 cucchiaino di succo di agave, 1 cucchiaino di tamari, 4 cucchiai di lievito a scaglie, un goccio d’acqua. Dare all’impasto la forma con un coppa pasta e cospargere di erbe aromatiche.

Fettuccine delicate: con un pelapatate, tagliare 2 zucchine a strisce lunghe e sottili. A parte frullare due tazze di anacardi rinvenuti in acqua tiepida per 8 ore con 2 cucchiai di olio di oliva e 3 spicchi di aglio. Condire le fettuccine con la salsa e lasciar riposare 1 ora prima di servire.

Torta di mele: frullare 1 tazza e mezza di semi di girasole con uvetta, cacao e stendere l’impasto (1 centimetro d’altezza) su un piatto da portata. Frullare 5 mele sbucciate senza torsolo con 1 tazza di datteri ammollati in acqua e un pizzico di cannella. Versare la crema sulla base, spruzzare con il succo di limone e cospargere con cocco grattugiato.

Torta al cioccolato: frullare 2 tazze di mandorle insieme a 1 tazza di datt eri. Stendere l’impasto su un piatt o da portata. Per la crema: frullare la polpa di 2 avocadi insieme 2 tazze di datt eri precedentemente ammollati in acqua e 3 cucchiai di polvere di cacao (o carruba). Stendere la crema sopra la base e lasciar riposare in frigo per qualche ora.

Elisa Bortolini, giornalista pubblicista e narratrice, si occupa di attualità e cronaca in ambito locale dal 1999

     
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